giovedì 22 maggio 2014


L'equilibrio tra ragione è sentimento si trova su un filo sottilissimo e fragile. Oggi a me domani a te, le parti che mi costituiscono sono tendenti al distacco, ti vorrei e nel frattempo cerco di voltare le spalle a un certo tipo di futuro. Aspetto che sia sera per sentire la tua voce e vorrei averti detto di non chiamarmi, va bene così e non preoccuparti. Ritornano in mente le note di una canzone che ormai più di dieci anni fa erano servite a custodire la malinconia e la sua conseguente dolorosa percezione di solitudine...“vai e dille che sto bene, di non pensare a me...il vento soffia e il tempo passerà”
Voglio, vorrei, avrei voluto. Sovvertirò l'ordine costituito delle cose giuste da fare, dei consigli di tutti, tutti uguali a modo loro, delle voci razionali che hanno bisogno di quei consigli. Sorpasserò la tempesta con gli occhiali da sole e di certo vincerò anche questa battaglia.

e proverò a continuare a scrivere. 
scrivere per scrivere, per il piacere di raccontare di nuovo la realtà che vedo intorno, senza intrappolarmi nel racconto dei sentimenti, che poi di fatto mi attorciglio e non pubblico nulla, per quello che serve per quello che invece è inutile.
Non si sa se pioverà oppure no. 
Il meteo. 
Tra poco è estate e voi che fate, non mi dire che restate, che r'estate. 
Io di fatto mi addormento aspettando cambi il vento. 

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